Un interessante articolo apparso poco più di una settimana fa sul Journal of Renewable and Sustainable Energy ci parla di illuminazione a led e di batterie per smartphone.
Siamo in Corea del Sud e nei laboratori della Kyung Hee University si sono chiesti come sarebbe stato possibile implementare l'illuminazione pubblica nelle zone non servite da rete elettrica.

Attualmente, infatti, nelle zone non raggiungibili con la rete elettrica, l'illuminazione pubblica è resa possibile dall'utilizzo di lampade a kerosene oppure da sistemi fotovoltaici con l'utilizzo di pericolose e costose batterie d'auto.

L'utilizzo del fotovoltaico è senza alcun dubbio la strada da percorrere, ma come risolvere il problema dei costi delle batterie e della manutenzione? I ricercatori koreani hanno individuato la soluzione in una originale combinazione: illuminazione a led e batterie usate dei cellulari.

Le batterie a ioni di litio dei cellulari sono progettate per durare circa 5 anni, in media due anni in più rispetto alla vita utile di uno smartphone. Ecco che questa enorme disponibilità di batterie a fine vita può essere sfruttata al massimo in un punto luce a led. La tecnologia a led, come abbiamo oramai avuto modo di imparare, fa risparmiare tantissima energia ed ha costi di manutenzione bassi se non nulli in alcuni casi.

Nei laboratori dell'università koreana hanno così assemblato un punto luce dotato di pannello fotovoltaico, batteria a ioni di litio (utilizzata come accumulatore) ed una lampada led.

Una batteria di 1000mAh può tenere accesa una lampada a led da 1 Watt per circa 3 ore, un sistema completo com modulo fotovoltaio può durare fino a 5 anni.

Il modulo messo a punto dai ricercatori di batterie ne contiene 3 e servono per dare energia ad una lampada a led da 5 Watt. Il sistem ha un costo di 25 dollari e può illuminare una stanza di media grandezza per 5 ore al giorno, per 3 anni di fila senza manutenzione.

Fonte: http://scitation.aip.org/content/aip/journal/jrse/8/2/10.1063/1.4944967

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